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Chi siamo


Nasce nei primi anni '70 come piccolo laboratorio artistico di lavorazione delle Pietre Dure Semipreziose. L'Opificio TOSCO TICCIATI continua la tradizione toscana iniziata nel 1588 nell'ex-convento di San Niccolò per volere del Granduca Ferdinando I de' Medici.
Nei primi anni di attività, l'Opificio si specializza nella produzione di pregiate scatole gioiello, portafoto and altri oggetti decorativi per la casa.

In seguito l'azienda cresce e si espande, sviluppando la sua linea di prodotti attraverso l'introduzione dell'ornamento in bronzo. Articoli come grandi tavoli da pranzo, colonne e vasi, solo per citarne alcuni, realizzati con la miglior qualità di malachite intarziata e il bronzo finemente cesellato a mano e dorato in bagno 24k, sono oggi stimati dalla clientela piu' esigente.

Oggi Tosco Ticciati può soddisfare contracts di larga scala, pensando ad ogni aspetto del progetto, dal design e ingegnerizzazione, alla realizzazione ed installazione sul sito del prodotto.

I nostri grandi obelischi e colonne in malachite e lapislazuly, alti fino a 13 metri, noti per la loro unicità e per le qualità innovative, sono alcuni dei più importanti lavori eseguiti interamente nell'opificio.

La Tosco Ticciati si è sempre caratterizzata per essere un'azienda familiare, l'amore per le pietre nato dal fondatore Tosco e poi trasmessa al fratello ed alla moglie è da alcuni anni passata alla seconda generazione ovvero ai figli Fabio e Cinzia.

Oggi l'azienda può contare su una manodopera altamente specializzata frutto di un lungo e costante percorso di apprendimento sul campo diretto giornalmente da Tosco e da Fabio, oggi riconosciuto "Maestro d'arte".

L'opificio ha avuto il riconoscimento nel 2013 da parte della Regione Toscana dello stato di "Bottega Scuola" ovvero un'azienda che ha alti requisiti di professionalità acquisita e che puo' ospitare giovani interessati ad effettuare un percorso di apprendimento di una lavorazione di artigianato artistico di alto livello, così come era nel Rinascimento fiorentino.
L'opificio segue al suo interno ogni fase di lavorazione dallo stoccaggio dei materiali, costantemente approvvigionato per avere in qualsiasi momento disponibilità della pietra, al taglio del grezzo, al mosaico e lucidatura fino al confezionamento dell'oggetto. L'azienda si occupa anche della creazione dei modelli e la loro realizzazione in bronzo.

Le pietre, reperite in ogni parte del mondo, vengono accuratamente selezionate e acquistate direttamente in cava o miniera. L'Opificio utilizza da sempre procedimenti di lavorazione che rispettano e conservano nel tempo le tecniche tradizionali pur innovandosi sia tecnologicamente che nei materiali.

Un tuffo nel passato

L'arte di lavorare le pietre dure semipreziose ha un' antichissima tradizione in Firenze.
Nel corso del XVI secolo grazie all'amore di Cosimo I de' Medici per questa lavorazione, nacquero a Firenze le prime botteghe granducali dove si producevano oggetti nelle più pregiate pietre dure. La stessa passione fu trasmessa al figlio Francesco il quale dette vita alla più celebre lavorazione del mosaico fiorentino ovvero della "pittura di pietra", una particolare tecnica di commessa delle pietre che accostate con commettiture invisibili vanno a formare, con i colori naturali delle pietre, paesaggi e nature morte.

Fu nel 1588 che Ferdinando I de' Medici dette stabile organizzazione ed ordinamento a queste botteghe creando l'Opificio delle pietre dure. Fu istituito nel 1588 nell'ex-convento di San Niccolò dal Granduca Ferdinando I de' Medici come manifattura di opere in pietre dure, la cosiddetta arte del commesso fiorentino, con la quale si realizzano tutt'ora splendidi intarsi con pietre semipreziose.

Era il 1720 quando Henry Somerset, terzo Duca di Beaufort, commissionò alla Bottega Granducale, la realizzazione del "Badminton Cabinet", mobile in ebano alto oltre quattro metri, per la cui realizzazione furono necessari trenta esperti artigiani e dodici anni di lavoro (1720-1732).
Fù Girolamo Ticciati (1676-1744) scultore e pupillo del fiorentino Giovan Battista Foggini , direttore della bottega granducale "Galleria dei Lavori" fino al 1772, ad eseguire le sculture in bronzo raffiguranti le quattro stagioni posizionate agli angoli in alto del mobile.
Il mobile in ebano mostra scene realizzate in pietra dura, tra le quali il calcedonio di Volterra (località a pochi km di distanza da Montaione), il lapislazuly ed il diaspro rosso.
In quel tempo si distingueva in Firenze un altro scultore Pompilio Giuseppe Ticciati (1706-1777) per le sue sculture in marmo, del quale ancor oggi possiamo trovare opere in vari punti della città.
E' indubbio che nel nome Ticciati vi sia insito un Dna intimamente legato alle pietre, al bronzo e alla realizzazione di opere d'arte destinate a durare nel tempo.